Dieta mediterranea patrimonio dell'UNESCO
- margheritanacamuli
- 17 dic 2025
- Tempo di lettura: 9 min
Il 15° anniversario del riconoscimento UNESCO: novembre 2025
Nel novembre 2025, Pollica ha celebrato il quindicesimo anniversario del riconoscimento UNESCO della dieta mediterranea con un evento diffuso tra Acciaroli, Pioppi e il borgo storico, ricordando quel 16 novembre 2010 quando a Nairobi, in Kenya, il comitato intergovernativo dell'UNESCO iscrisse la dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Le celebrazioni hanno incluso una grande tavolata di oltre 500 posti ad Acciaroli, trasformando il pranzo della domenica in una festa a cielo aperto, un gesto simbolico che rappresenta perfettamente l'essenza della convivialità mediterranea. L'evento ha coinvolto studenti di scuole alberghiere, giovani del network FAO Youth, università italiane e internazionali, esperti provenienti da Arabia Saudita, Turchia, Grecia e rappresentanti della FAO.

La dieta mediterranea oggi: un paradosso italiano
Quindici anni dopo il riconoscimento, emerge un dato preoccupante: solo il 5% degli italiani adulti segue pienamente la dieta mediterranea. Un paradosso, considerando che questo patrimonio ci appartiene culturalmente e storicamente.
Vito Amendolara, presidente dell'Osservatorio Dieta Mediterranea, sottolinea come le scelte alimentari quotidiane non siano mai neutre ma possano generare salute o comprometterla. La situazione è particolarmente critica tra i più giovani: in Italia, nel 2023 il 19% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è obeso, incluso il 2,6% con obesità grave.
Il rapporto Eat-Lancet 2025 e la conferma scientifica
Il nuovo rapporto Eat-Lancet 2025, realizzato da una commissione di 70 esperti provenienti da 35 paesi, conferma che i modelli alimentari equilibrati, radicati nella cultura e rispettosi degli ecosistemi, rappresentano l'unica strada possibile per garantire salute pubblica e sostenibilità.
La commissione propone una "dieta planetaria" che potrebbe evitare circa 15 milioni di morti premature all'anno e ridurre fortemente il rischio di malattie croniche come cancro, diabete di tipo 2 e problemi cardiovascolari. Questo modello, basato principalmente su alimenti vegetali con un consumo moderato di proteine animali, rispecchia perfettamente i principi della dieta mediterranea.
Cosa rende la dieta mediterranea un patrimonio culturale
L'UNESCO riconosce la dieta mediterranea come un insieme di conoscenze, competenze pratiche, rituali, tradizioni e simboli relativi alle coltivazioni agricole, alla pesca, all'allevamento, e anche ai modi di conservare, trasformare, cucinare, condividere e consumare gli alimenti.
Non si tratta quindi di una semplice lista di cibi o di una tabella nutrizionale. Il termine dieta mediterranea deriva dal greco "diaita" che significa stile di vita. Include dimensioni culturali profonde come l'ospitalità, il dialogo interculturale, il rispetto per la biodiversità e il territorio.
L'atto di mangiare insieme costituisce uno dei fondamenti dell'identità culturale delle comunità del bacino mediterraneo, rappresentando un momento di scambio sociale e comunicazione che rafforza i legami familiari e comunitari. Le donne hanno storicamente svolto un ruolo fondamentale nella trasmissione delle tecniche culinarie e dei valori legati a questo patrimonio alle nuove generazioni.
Le origini della dieta mediterranea: lo studio di Ancel Keys
La storia moderna della dieta mediterranea inizia negli anni cinquanta, quando il biologo e fisiologo americano Ancel Keys, inviato in Italia durante la seconda guerra mondiale, rimase colpito dalla bassa incidenza di malattie cardiovascolari nelle popolazioni del sud Italia e di Creta.
Questo portò Keys a condurre il famoso "Seven Countries Study", uno studio pionieristico che confrontò le abitudini alimentari e lo stato di salute di 12.000 persone tra i 40 e i 60 anni in sette paesi diversi: Stati Uniti, Italia, Finlandia, Grecia, Jugoslavia, Paesi Bassi e Giappone. I risultati non lasciarono dubbi: più ci si allontanava dai modelli alimentari mediterranei, maggiore era l'incidenza di malattie cardiovascolari.
La nuova piramide alimentare mediterranea 2025
Nel maggio 2025, durante il 45° congresso nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) a Salerno, è stata presentata una nuova versione della piramide alimentare che sintetizza i principi della dieta mediterranea.
La decisione di aggiornare la piramide è stata stimolata da nuove evidenze scientifiche sul legame tra dieta mediterranea e patologie croniche, dal documento FAO-OMS sulle diete sane e sostenibili e dal rapporto della commissione Eat-Lancet sui sistemi alimentari sostenibili.
Alimenti da consumare quotidianamente:
cereali integrali (pane, pasta, riso) come fonte principale di carboidrati
abbondanza di frutta e verdura fresca di stagione (almeno 5 porzioni al giorno)
olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi (3-4 cucchiai al giorno)
legumi (fagioli, ceci, lenticchie) ricchi di proteine vegetali e fibre (3-4 volte a settimana)
frutta secca e semi (circa 30 grammi al giorno)
erbe aromatiche e spezie per insaporire i piatti
latticini a basso contenuto di grassi, preferibilmente yogurt e latte parzialmente scremato
Alimenti da consumare con moderazione:
pesce, preferibilmente quello azzurro ricco di omega-3 (2-3 volte a settimana)
carne bianca come pollame (non più di 2 volte a settimana)
uova (2-4 a settimana)
formaggi freschi con moderazione
Alimenti da limitare:
carni rosse (non più di una volta a settimana)
carni processate e salumi (consumo saltuario)
formaggi stagionati (consumo occasionale)
dolci e alimenti zuccherati (consumo occasionale)
patate (consumo limitato)
I benefici scientificamente provati per la salute
La ricerca scientifica ha dimostrato che la dieta mediterranea protegge da diverse patologie grazie all'effetto sinergico dei suoi componenti alimentari.
Protezione cardiovascolare
La dieta mediterranea riduce significativamente il rischio di malattie cardiovascolari grazie agli acidi grassi monoinsaturi dell'olio d'oliva, alle fibre alimentari e agli antiossidanti presenti in frutta e verdura. L'olio extravergine di oliva, ricco di grassi insaturi, contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo cattivo e trigliceridi nel sangue, diminuendo il rischio di ictus e infarti.
Prevenzione oncologica
Gli studi indicano che fino al 40% dei casi di cancro potrebbe essere prevenuto attraverso modifiche comportamentali e alimentari. La dieta mediterranea esercita un effetto protettivo contro diverse forme di tumore, in particolare quelli al seno, colon-retto, prostata e polmoni.
Questo accade principalmente attraverso due meccanismi: riduzione dell'infiammazione cronica che favorisce la trasformazione di cellule normali in tumorali, e controllo del peso corporeo, evitando l'aumento di infiammazione, glicemia e insulina che alimentano la proliferazione cellulare.
Gestione del diabete e della sindrome metabolica
La dieta mediterranea aiuta a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue grazie all'equilibrio tra carboidrati complessi, fibre e grassi buoni. Questo la rende particolarmente efficace nella prevenzione e gestione del diabete di tipo 2 e della sindrome metabolica.
Longevità e salute cognitiva
I benefici si estendono anche alla terza età, dove l'adozione della dieta mediterranea può migliorare la qualità della vita e aumentare la longevità. Recenti studi suggeriscono effetti positivi anche sulla salute cerebrale e sulle funzioni cognitive, grazie alle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie degli alimenti consumati.
Salute digestiva
L'elevata assunzione di fibre da frutta, verdura e cereali integrali facilita la regolarità intestinale e promuove una digestione sana, supportando inoltre la diversità del microbioma intestinale.
La sostenibilità ambientale della dieta mediterranea
Oltre ai benefici per la salute umana, la dieta mediterranea rappresenta un modello di alimentazione sostenibile per il pianeta. I cereali, i legumi e la verdura richiedono un minor impiego di risorse naturali e producono meno emissioni di gas serra rispetto agli alimenti di origine animale.
La scelta di prodotti locali e di stagione riduce l'impatto ambientale legato al trasporto e alla conservazione degli alimenti. Le porzioni moderate tipiche della tradizione mediterranea e il consumo prevalente di cibi freschi e poco trasformati contribuiscono ulteriormente a ridurre l'impronta ecologica di questo modello alimentare.
Secondo il rapporto Eat-Lancet, l'adozione globale di una dieta prevalentemente vegetale ma flessibile potrebbe dimezzare le emissioni di gas serra legate ai sistemi alimentari.
L'emergenza obesità infantile in Italia
Il paradosso italiano emerge con forza quando si osservano i dati sull'obesità infantile. Secondo i dati 2023 del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute dell'Istituto Superiore di Sanità, il 19% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 9,8% è obeso.
Le abitudini alimentari dei bambini italiani sono preoccupanti: il 37% consuma legumi meno di una volta a settimana, più della metà mangia snack dolci più di 3 giorni a settimana, e un bambino su quattro beve quotidianamente bevande zuccherate.
In Italia, più di 100.000 bambini e adolescenti sotto i 17 anni convivono con obesità grave, una condizione associata a rischi molto seri anche nel breve termine come ipertensione, diabete tipo 2, dislipidemia e problemi psicologici.
Un dato che stride con gli allarmi sul crescente consumo di cibi ultraprocessati, responsabili dell'aumento del rischio di obesità infantile e di un generale peggioramento della qualità nutrizionale.
La dimensione sociale e conviviale
Un aspetto fondamentale della dieta mediterranea è la dimensione sociale del pasto. Mangiare insieme costituisce la base dell'identità culturale delle comunità mediterranee, dove i valori dell'ospitalità, del vicinato e del dialogo interculturale si coniugano con il rispetto del territorio.
Come sottolinea Marino Niola, la convivialità rappresenta una forma di salubrità culturale: i pasti consumati chiacchierando in compagnia sono più lenti, meno voraci, più soddisfacenti mentalmente e fisicamente e quindi più salutari anche per il peso corporeo.
Questa componente sociale non è secondaria: condividere il cibo in un'atmosfera calma e rilassata, preferibilmente in compagnia di familiari e amici, fa parte integrante dello stile di vita mediterraneo e contribuisce al benessere psicologico oltre che fisico.
Come seguire la dieta mediterranea oggi
Per adottare la dieta mediterranea nella vita quotidiana, è utile seguire questi principi pratici:
privilegiare alimenti vegetali: riempire metà del piatto con verdure colorate, aggiungere legumi almeno 3-4 volte a settimana
scegliere cereali integrali: preferire pasta, pane e riso integrali ai prodotti raffinati
usare olio extravergine di oliva: circa 3-4 cucchiai al giorno, preferibilmente a crudo
consumare pesce regolarmente: almeno 2-3 volte a settimana, privilegiando il pesce azzurro
limitare carni rosse e processate: non più di 1-2 volte a settimana la carne bianca, una sola volta la carne rossa
scegliere prodotti freschi e di stagione: frutta e verdura locali garantiscono massimo valore nutrizionale
utilizzare erbe aromatiche: basilico, rosmarino, origano, salvia al posto di sale e condimenti elaborati
mantenersi attivi: l'attività fisica regolare è parte integrante dello stile di vita mediterraneo
mangiare in compagnia: dedicare tempo ai pasti condivisi con famiglia e amici
bere acqua: limitare bevande zuccherate e alcoliche
Sfide e prospettive future
Recenti studi hanno analizzato l'aderenza alla dieta mediterranea in diversi paesi mediterranei, evidenziando un trend negativo. Gli alimenti di origine vegetale, tra cui frutta, verdura, legumi e cereali integrali, sono sottorappresentati nelle diete dei bambini e degli adolescenti.
In un mondo che corre sempre più veloce e che globalizza abitudini e prodotti, lo stile mediterraneo appare paradossalmente più attuale che mai: un equilibrio tra stagionalità, prodotti vegetali, pesce, attività fisica quotidiana e sobrietà.
La sfida principale è quella di riattivare la consapevolezza del valore di questo patrimonio, coinvolgendo famiglie, scuole e comunità. L'educazione alimentare deve iniziare fin dalla prima infanzia, con programmi scolastici dedicati e un coinvolgimento attivo dei genitori.
Gli esperti sottolineano che l'età fa la differenza: intervenendo tra i 6 e i 9 anni è possibile cambiare davvero le traiettorie di salute dei bambini, mentre dopo i 12 anni i risultati sono molto più limitati.
Conclusioni
Il riconoscimento UNESCO del 2010 ha contribuito a dare visibilità mondiale a un patrimonio culturale millenario che rappresenta molto più di una semplice dieta. Il quindicesimo anniversario celebrato nel novembre 2025 è stato un'occasione per riflettere sull'urgenza di recuperare questo modello di vita.
La dieta mediterranea è un modello che coniuga salute, piacere, sostenibilità ambientale e valori sociali, offrendo una risposta concreta alle sfide della salute pubblica e dell'equilibrio ambientale del nostro tempo. Il rapporto Eat-Lancet 2025 conferma che se adottata a livello globale, questa impostazione potrebbe evitare circa 15 milioni di morti premature all'anno e dimezzare le emissioni di gas serra legate ai sistemi alimentari.
Per chi desidera migliorare la propria salute e quella del pianeta, la dieta mediterranea rappresenta una scelta naturale, scientificamente validata e culturalmente ricca, accessibile a tutti e piacevole da seguire nel lungo periodo. Il paradosso è che noi italiani, pur possedendo questo tesoro riconosciuto in tutto il mondo, rischiamo di perderlo in assenza di una rinnovata consapevolezza collettiva.
L'augurio è che i recenti rapporti scientifici rappresentino un forte richiamo all'azione e a un protagonismo collettivo che riaccenda in tutti la consapevolezza del valore di questo patrimonio.
Fonti:
"Pollica 15 anni dieta mediterranea UNESCO novembre 2025"
"Eat-Lancet Commission 2025 planetary health diet"
"SINU piramide alimentare 2025 Salerno"
"OKkio alla Salute 2023 ISS obesità infantile"
Dott.ssa Margherita Nacamuli
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